"Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei"

 

La celebre frase “dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei” fu inventata dal famoso gastronomo francese Jean Anthelme Savarin che scrisse nel 1825 il trattato “fisiologia del gusto”, un campionario sul cibo e su i suoi aspetti sociali, un testo all’avanguardia che ancora oggi accompagna la nostra cultura riguardo al cibo. 

Ma siamo veramente cosa mangiamo? Siamo consapevoli di quello che mangiamo, di come e dove lo consumiamo?Siamo nell’era dello slow food, del finger food, del brunch, dello snack, del precotto,  l’era dei programmi televisivi su come cucinare e preparare in cinque minuti un pranzo e del “se lo faccio io potete farcela anche voi”..ma quanti di noi sono veramente a conoscenza della provenienza e della qualità del cibo che mettiamo ogni giorno sulle nostre tavole?

 Che la cultura passi anche dalla tavola non è cosa nuova, il cibo è parte integrante della visione che un popolo ha del mondo, della sua struttura sociale e anche della sua storia, inconsapevolmente anche il cibo diventa così portatore di un enorme bagaglio di informazioni che si tramanda di generazione in generazione. Il cibo può diventare anche oggetto di studi psicologici, si dice che chi è dolce ama il dolce, che la carne è per gli irascibili e che i vegetariani sono riflessivi. Mangiare è molto più di un istinto di sopravvivenza o la soddisfazione di una necessità biologica, se ci fermiamo a pensare a cosa mangiamo e come lo facciamo, scopriremo molte cose sul nostro modo di essere. Mangiare è anche un'azione di auto-cura, ecco perché dovremo sempre avere sotto controllo la nostra alimentazione e prestare particolare attenzione e cura alla scelta del cibo che stiamo per addentare.. d’altronde siamo quello che mangiamo! 

ph Dario Rovere